Milioni
di anni fa l’energia
creatrice di un vulcano generò un arcipelago di isolette che
rimasero presso che inviolate fino
a quando i romani vi si stabilirono a seguito della scoperta
di queste nel corso di una delle tante scorribande
nel tirreno centrale. l
A
quel tempo occorrevano due giorni di viaggio per percorrere i 120
km. che, in linea d'aria, separano la città di Roma dall’ Isola
di Ponza, oggi in poco più di due ore, di cui una facilmente
scortato dai delfini, chiunque ha il privilegio di poggiare il
piede nello stesso paradiso, il cui l'ecosistema è
sopravvissuto inviolato, come al tempo degli antichi romani.
Qui,
la professionalità degli operatori turistici della zona del porto,
delizioso minuscolo anfiteatro borbonico punto di arrivo e partenza
di numerosi battelli che garantiscono la continuità dei
collegamenti con la terra ferma, ininterrottamente dalle 5 e
30 del mattino fino alla sera, è riuscita a trasformare
con ammirabile maestria uno specchio d’acqua costellato di barche
in una meta ambita da imprenditori
, professionisti , vip di tutti i tipi con relativi rampolli
desiderosi di passeggiare tra i deliziosi caratteristici negozietti
del Corso Pisacane con punto
di arrivo finale in piazzetta dove tra un drink e l’altro si
incontrano gli stessi
amici e conoscenti della città
e con i quali si potrà organizzare una
buona cena, con tutta probabilità, in uno dei ristoranti
accanto al caffè seduti al
quale si è sorseggiato l’aperitivo.
Il
rito dell’aperitivo in piazzetta si consuma nella cornice di una
vetrina in cui chiunque, riesce a trovare posto a sedere, si
sente anche lui un pò vip e chi invece passeggia avanti ed
indietro, pronto ad accaparrarsi l’ambita sedia, che prima o poi
si libererà, osserva e studia
la situazione un po’ geloso
e per togliersi d’impaccio, sentendosi osservato, di tanto
in tanto allunga la mano ondeggia il capo e quindi dopo
una smorfia di delusione sembra voler comunicare a qualcuno, che
naturalmente non esiste, che la persona che aveva puntato non
è l’amico che aveva creduto di scorgere, seduto tra i tavoli.
Il
fascino e la suggestione di questo rito quotidiano consiste nel
fatto che pur alloggiando in porto, nel cuore della vetrina della
mondanità e della confusione, si ha sempre l’opportunità di
fuggire dagli schiamazzi e
dal mare di gente che affolla quella parte di Ponza, infatti se si
noleggia una piccola imbarcazione, dirigendo verso punta guardia,
superato il faro si accede al versante dell’isola che, guardando Palmarola,
ospita le più suggestive calette da chiaia di luna a cala felce
passando per i faraglioni di lucia e rosa, le piscine naturali
e cala fonte.
La
parte dell’isola di Ponza che sovrasta
questo versante si chiama Le forna ed è appunto qui che Andrea
de Bellis, imprenditore romano quarantenne amante della natura del
mare ed un po meno della mondanità, si è stabilito a La Piana,
tra le piscine naturali e cala fonte, in una casa nel mezzo di un
rigoglioso giardino di fiori e piante tropicali perfettamente
ambientate con la flora della macchia mediterranea di Ponza
che costituisce l’unica effimera barriera tra le camere del
Bed and Breakfast Isola di Ponza, tutte con aria condizionata
l'ingresso indipendente ed il bagno personale, ed il mare con
comoda discesa
sulla pianeggiante
scogliera sottostante la villa insomma privacy garantita per
godere di bagni di sole e di mare.
Andrea:
“ la casa di Ponza è sorta da
ruderi preesistenti esistenti, circa una ventina di anni fa, ne conserva la
planimetria e la cubatura originale, qui la cucina e la zona servizi,
ad uso esclusivamente privato, sono all’interno di due grotte
originali restaurate di quelle in cui gli antichi ponzesi vivevano
in tempi neanche troppo remoti.
Ad
uso e consumo della mia famiglia e dei nostri amici, nel 2000
un caro amico di famiglia, a suo dire
cultore di ciò che è cool, mi diede l’idea di trasformare
la casa in un B..& B., probabilmente il primo bed and breakfast
nato a Ponza, un' oasi nella natura dove coltivare le mie due
più grandi passioni, il mare e l'amore per gli animali.
Io
che vivevo in città non ci pensai due volte,
detto e fatto, richiesi le autorizzazioni necessarie e cominciai
l’esperimento del bed
and breakfast isola di ponza.
Inizialmente
vivevo e lavoravo a Ponza solo in estate poi nel corso degli
anni ho visto che la clientela, dopo un paio d'anni, tornava
lasciando sempre meno posto
disponibile ai nuovi arrivi e le prenotazioni iniziavano ad arrivare
anche fuori stagione così da qualche anno mi sono trasferito anche
per l’inverno, ad oggi le prime richieste di
prenotazione partono da febbraio e si lavora bene fino ai primi
freddi in autunno inoltrato.
Il
mite inverno nell'Isola di Ponza , invoglia a passeggiare per i sentieri, tra
la fine di febbraio ed i primi di marzo, mentre la
gente di Ponza coltiva la terra ed i giovani vanno a pesca,
come del resto fanno in ogni periodo dell'anno,
cominciano i primi flussi migratori, in questo periodo una
grande diversità di uccelli fa tappa sull’isola in cerca di acqua
e per effettuare un’ultima sosta prima della destinazione finale,
il nord – est europeo, da noi scoppia l’epidemia del bird –
watching, i primi clienti esausti dell'inverno cittadino escono fuori all’alba con
obiettivi grandi come cannoni pronti a fermare il tempo su
formazioni di rapaci alti nel cielo, a terra gli aironi vanno ad
abbeverarsi nella pozza delle nostre papere e tutti, testi alla mano
cercano il nome di un uccellino variopinto come un pappagallino ma
con il becco lungo, il gruccione, mentre le orecchie sono tese
per individuare il canto delle timide e sfuggenti upupe.
Il
lato divertente è che a Ponza questi improvvisati curiosi bambini
alla ricerca d' un battito di ali o al cinguettio di un uccello sono, spesso in
realtà, giornalisti famosi, ambasciatori, artisti di
grido, mercanti d’arte e professionisti affermati
e quando a distanza di tempo mi capita di rivederli
su qualche quotidiano o telegiornale, in versione seria,
li ricordo con il naso all’insù
e capisco quanto
per loro sia importante
la
riservatezza di questa mia casa affacciata sul limpido mare
dell'isola di ponza che per me è la
vita”.